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GIOACHINO ROSSINI: GUGLIELMO TELL - FINALE

Nel 1998 Alessandro Baricco fu autore, insieme a Gabriele Vacis, e conduttore di una serie di lezioni-spettacolo registrate al Piccolo Teatro Studio di Milano. Inizialmente destinate alla televisione, esse vennero poi trasformate in una pièce teatrale di successo. Il titolo della serie era Totem - Letture Suoni Lezioni. Nella puntata proposta in questa unità lo scrittore torinese ci spiega come Gioacchino Rossini ha strutturato il finale del Guglielmo Tell, opera composta nel 1829 su libretto di Étienne De Jouy e tratta dall’omonimo dramma di Schiller.
Le modalità esplicative di cui si serve Baricco sono tali da riuscire a “farci entrare” nelle dinamiche compositive che devono aver attraversato la mente di Rossini al momento della creazione artistica. Il racconto della storia cui è ispirata l’opera è accompagnato dall’analisi delle tecniche utilizzate per conferire alla musica e a tutte le sue componenti – melodia di base, orchestra, coro - la forza espressiva atta a evocare le situazioni, gli stati d’animo e le emozioni desiderate. La lontananza, la sorpresa, la dolcezza vengono trasformate in note attraverso un sapiente uso della ripetizione melodica e del coro, un uso che riesce a portarci a piacimento dentro e fuori una sorta di “dolce e affettuoso grembo materno”.
Uno degli espedienti più usati da Rossini è la cosiddetta “cadenza d’inganno”: una successione accordale volta a rinviare la risoluzione finale, un trucco particolarmente sfruttato in musica per aumentare il senso di aspettazione e di tensione emotiva dell’ascoltatore in vista di un maggiore piacere.

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