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I CRISTIANI IN UNIONE SOVIETICA

Nel documentario proposto in questa unità, Enzo Biagi intervista Kirillov, arcivescovo di Smolensk e Kaliningrad, su cosa significhi essere cristiani nell’Unione Sovietica del 1990 e sul prezzo pagato dalla chiesa ai tempi di Stalin.
Al momento dell’intervista, si annunciava una legge che avrebbe assicurato a tutti libertà di coscienza e di religione, affrancando il paese da un ateismo di stato che, a partire dalla rivoluzione, aveva comportato la distruzione della vita religiosa, toccando il culmine negli anni Trenta, quando molti sacerdoti vennero sterminati.
“Oggi – sostiene Biagi, parafrasando Marx – la religione non è più l’oppio dei popoli”: Gorbaciov ha finalmente pacificato il rapporto con le diverse confessioni.

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