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I PROGRESSI DELLA COSMOLOGIA. LA SPIEGAZIONE DELL‘UNIVERSO

Dennis Sciama, professore di astrofisica all_%_International School for Advanced Studies di Trieste, nell’intervista a cui è dedicata l’unità, spiega, in modo chiaro e brillante, l’evoluzione della ricerca cosmologica nei primi anni Cinquanta, a partire dalla scoperta del 1925 di Edwin P. Hubble, secondo la quale quanto più una galassia è lontana da noi tanto più grande è la sua velocità di recessione.
Lo scienziato illustra la teoria, formulata per la prima volta nel 1929 da Aleksandr Fridman e completata nel 1940 da George Gamow, per la quale da uno stato molto denso dell_%_universo si sarebbe determinata la deflagrazione che va sotto il nome di Big Bang. Nel 1965 si scoprì, casualmente, l’esistenza di una radiazione che si propaga per tutto l’universo, osservabile alle lunghezze d’onda radio e che, secondo gli studi scientifici, sarebbe ciò che rimane della caldissima radiazione associata al Big Bang, definito in seguito a questa scoperta “Hot Big Bang”.
A questa teoria si contrappone quella dello stato stazionario dell_%_universo di Hermann Bondi e Fred Hoyle. Secondo questi scienziati, non ci fu mai nessun Big Bang, ma l’universo si è sempre trovato in uno stato stazionario, con alcune galassie che si allontanavano da noi mentre se ne formavano altre nello spazio intermedio.
Oggi si è ottenuta una importante conferma all_%_ipotesi dell_%_ Hot Big Bang da parte della fisica delle particelle subatomiche, in ordine ai differenti tipi di neutrini creati che, alle altissime temperature delle reazioni nucleari iniziali, avrebbero contribuito a determinare la densità totale dell_%_universo.

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