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IL BUDDISMO TIBETANO

Il documentario proposto in questa unità, realizzato nel 1996, è un viaggio nei luoghi più rappresentativi del buddismo tibetano. Esso è preceduto da un excursus storico che muove dalle origini della religione, ossia da quando, nel V secolo a.C., il principe indiano Siddharta rinunciò al lusso e alle ricchezze per comprendere, attraverso la pratica ascetica, l’esistenza e i suoi principi.
Coniugando il rigore esplicativo e l’approccio dichiaratamente didattico con immagini bellissime, l’audiovisivo spiega i fondamenti dottrinali del pensiero buddista - in particolare le quattro nobili verità, ossia i principi di causalità e interdipendenza di tutti i fenomeni - e si sofferma sulle peculiarità del buddismo vajrayana del Tibet. A questa vasta regione della Cina, grande quattro volte l’Italia, ma abitata da appena due milioni di persone, è dedicata tutta la seconda parte dell’unità.
Da un piccolo villaggio e dai volti intensi dei suoi abitanti, passiamo così a Lhasa, la città sacra del buddismo, nonché capitale del Tibet, dove si erige il Potala, il monastero-fortezza che ospitò il Dalai Lama fino al 1959, anno in cui la repressione dello stato cinese lo costrinse a riparare nel nord dell’India. “Testimonianza del genio tibetano”, il Potala affascina per la magnificenza architettonica e per la sacralità dei riti che in esso si svolgono. Addentrandoci nelle sue stanze, abbiamo così modo di capire cosa sono i mantra e i mandala, le mudra e il tantra.

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