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Il Dalai Lama incontra i giovani - Parte Quarta - La Cina e il Futuro

I cambiamenti politici ed economici che si succedono nella Repubblica Popolare cinese sono il tema della quarta parte dell’incontro avvenuto al Teatro Arcimboldi di Milano tra il Dalai Lama e i 1.500 studenti intervenuti da tutta Europa. Tenzin Gyatso, la più alta figura del buddhismo internazionale, riferendosi alle virtù e alle tradizioni del popolo tibetano non ha mancato di ampliare il discorso sull’importanza e l’influenza che la cultura cinese avrà sul Tibet e più in generale sul resto dell’Oriente.

Rispondendo alle domande dirette di alcuni giovani ha affermato in proposito che dobbiamo essere ottimisti sul futuro perchè un atteggiamento pessimista può trasformarsi in un fallimento: “demoralizza e fa pensare di non essere in grado di farcela”. I cinesi e i tibetani hanno strettissime relazioni da migliaia di anni (Positive: i matrimoni. Negative: i conflitti sociali).

Tuttavia, lo stesso Dalai Lama ha affermato, che non sarà facile per lui tornare in Cina. Finora il governo cinese ha tenuto una politica dura e considera il leader della religione buddhista un separatista. Il pensiero di Tenzin Gyatso è però al riguardo sostanzialmente positivo. Le cose stanno cambiando in Cina.

Circa 4 anni fa l’università di Pechino ha condotto un’indagine sul numero di buddisti nel paese e il risultato indica una presenza di circa 300 milioni di praticanti. Molti di questi buddisti sono persone con un medio e alto grado di istruzione e molti sono interessati alla tradizione buddista tibetana e la seguono, avendo capito che è la tradizione del Nalanda.

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