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IL FASCISMO DAL 1922 AL 1932

Siamo nel 1922: il nuovo capo del governo, Benito Mussolini, presenta alla Camera il suo programma. Lo scopo è quello di "fascistizzare" l`Italia. Nel 1923 Mussolini ottiene i pieni poteri ed istituisce due nuovi organismi: il Gran Consiglio del Fascismo e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, legalizzando e istituzionalizzando gli squadristi. Nell`aprile del 1924 gli italiani votano per eleggere una nuova Camera con una legge che favorisce la lista più forte. I fascisti ottengono la maggioranza assoluta. Le operazioni elettorali si svolgono sotto il segno della violenza e del sopruso.
Matteotti, deputato socialista, viene rapito e ucciso per aver denunciato alla Camera le gravi irregolarità commesse. La strada è ormai aperta alla dittatura: i deputati dell`opposizione sono dichiarati decaduti; i partiti politici vengono sciolti; viene istituita una polizia segreta; vengono aboliti i sindacati e il diritto di sciopero. Con abilità il duce riesce a galvanizzare l`opinione pubblica con alcune campagne popolari, come quella per la bonifica delle zone paludose e la battaglia del grano. Grande prestigio gli viene dal trattato firmato nel 1929 con la Santa Sede, che chiude così quella polemica tra Chiesa e Stato che si trascinava dall`unità d`Italia.

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