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Il modo di raccontare di Tolkien

John Ronald Reul Tolkien, in qualità di docente di lingua e letteratura inglese all’Università di Oxford, scrive notevoli opere filologiche, come The book of the lost tales (1917), incentrate su leggende medievali celtiche e anglosassoni, di cui era un profondo conoscitore. Gli stessi suoi più famosi romanzi Lo Hobbit (1937) e la trilogia de Il Signore degli anelli (1954 – 1955) si ispirano alla letteratura fantastica medievale di origine celtica, e, come in esse i personaggi e i luoghi immaginari, gli oggetti incantati, i mostri terribili e i nani benevoli costituiscono sempre la rappresentazione, spesso a scopo esemplare, delle vittorie e delle sconfitte, degli amici e dei nemici che incontriamo nel mondo reale. Forse proprio in questa capacità di Tolkien, appresa da antiche leggende, di descrivere la vita attraverso il racconto fantastico è da ricercare l’origine del successo delle sue saghe, soprattutto tra i più giovani. 

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