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IL MOVIMENTO RADICAL. LEZIONI DI DESIGN

La scheda introduttiva spiega come, dopo la crisi energetica mondiale del 1973, conseguenza della guerra tra israeliani e arabi, non si fosse verificato solo il crollo di un sistema economico, ma anche la fine di una fase storica in cui la cultura del progetto si fondava sull`illusione di una crescita progressiva ed infinita dello sviluppo e del benessere. Mentre in quegli anni cominciano ad agitarsi in Italia lo spettro di un`impossibile rivoluzione proletaria e poi quello del terrorismo, già da qualche tempo la combinazione di coscienza politica e di vocazione all`avanguardia vedono la nascita di gruppi che contestano il progetto come era stato fino ad allora concepito. A Firenze con Archizoom, U.F.O., Superstudio e Gianni Pettena, a Milano con Gaetano Pesce, Alessandro Mendini, Ugo La Pietra, Ettore Sottsass, a Napoli con Riccardo Dalisi, prende vita una revisione radicale delle convenzioni razionaliste e funzionaliste. L`esperienza di questi gruppi venne sempre osteggiata dal vecchio establishment dell`architettura e del design, che vedeva in essi una forma di pericolosa critica al sistema.
In studio, Ugo Gregoretti ospita l`architetto Andrea Branzi, all`epoca esponente di Archizoom. Egli ricorda come l`architettura radicale, che rappresentava un atteggiamento mentale di critica, avesse sviluppato al suo interno diverse forme stilistiche, adattabili alle esigenze di una società complessa e non a un consumatore "ideale". L`avanguardia radicale trova una sua realizzazione nella successiva produzione di serie di un design "soft", ovvero la progettazione delle qualità più trascurate del prodotto industriale, come il colore, le finiture superficiali, le sensazioni tattili. In studio sono presenti alcuni di questi oggetti, ora entrati nelle collezioni permanenti dei grandi musei del design. Testimonianze di Clino Trini Castelli, designer, e di Gilberto Corretti, che parla dell`esperienza di Archizoom e della progettazione del divano "Superonda".

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