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IL VIOLINO E GLI ARCHI. IL SETTECENTO STRUMENTALE

Nella serie di unità tratte dalla Piccola storia della musica(1987), il professor Enzo Restagno ospita protagonisti ed esperti del mondo musicale. La storia della musica viene ripercorsa nelle sue fasi più significative, esemplificate attraverso diverse proposte di ascolto.
In questa unità si parla della comparsa del violino nel Settecento, dei primi compositori violinisti e della diffusione dello strumento in Europa.
L’arte del violino si sviluppò soprattutto in Italia, perché qui si apprezzarono da subito le formidabili caratteristiche timbriche e tecniche dello strumento che Arcangelo Corelli (Fusignano, Ravenna 1653 – Roma 1713) codificò nei suoi studi. Il centro dell’arte violinistica settecentesca fu senz’altro il Veneto, dove Antonio Vivaldi (Venezia 1678 – Vienna 1740) sfruttò la luminosità e la chiarezza del suono dei violini provenienti dalla grande liuteria di Stradivari e dove Giuseppe Tartini (Pirano, Istria 1692 – Padova 1767) esaltò il fascino dello strumento nei suoi studi dell’acustica e delle regole dell’armonia, stabilendo un’attitudine scientifica nello studio dello strumento che portò ad un incremento del virtuosismo violinistico.
In Europa, invece, si continuò a lungo a preferire il suono scuro e pacato della viola, e fu soprattutto Johann Sebastian Bach (Eisenach 1685 – Lipsia 1750) ad utilizzare la tecnica e il virtuosismo violinistici in chiave meditativa e poetica, intuendo le grandi possibilità canore ed espressive dello strumento.
Nell’unità viene offerta l’opportunità di apprezzare le diverse interpretazioni di questi grandi compositori violinisti nelle esecuzioni di Gianni Guglielmo.

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