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Immersi nelle storie. Il mestiere di raccontare nell`era di internet

 Immersi nelle storie. Il mestiere di raccontare nell`era di internet
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"Cosa succede quando gli spettatori si appropriano di pezzi di trama e cominciano a raccontarli a modo loro?". Forse l'arte del narrare è scomparsa? Nel saggio Immersi nelle storie (Codice Edizioni) l'antropologo digitale Frank Rose (che scrive di new media su Wired, Fortune, New York Times e Rolling Stone) racconta come lo storytelling si sia radicalmente trasformato nei tempi di Internet e dei social media.

Due sono le parole chiave di questo cambiamento: partecipazione e immersività. L’utente si fa protagonista delle storie, come nel caso di Il cavaliere oscuro, preceduto da un fortunato reality game in rete, o di Lost che si è avvalso anche delle idee dei suoi tantissimi fan.

Dice l'autore: "Ogni innovazione comunicativa cambia la struttura e le regole della narrazione, e ogni cambiamento a cui abbiamo assistito ha portato a un grado di coinvolgimento maggiore del destinatario come si è visto con la radio, il cinema e la tv. Grazie ad Internet il processo di interazione è diventato quasi completo, perché il web è un compendio di tutte le forme comunicative, voce, immagini, scrittura. Inoltre, forte dei tanti meandri di connessione, il web stimola l’impresa partecipativa, ovvero chi ascolta non rimane un soggetto passivo, ma si tuffa nella trama divenendo lui stesso un elemento attivo, una sorta di autore. Questo rappresenta la rottura con la canonicità della narrazione".

 

In alto a destra è possibile scaricare un breve estratto

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