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IMMIGRATI IN AMERICA. GLI ANNI VENTI

L`unità racconta il controverso periodo che vede New York e gli Stati Uniti d`America, diventare la terra del miraggio, del lavoro, della fuga dalla miseria.
Per l`Europa, martoriata dalle ferite della guerra, gli Stati Uniti rappresentano il sogno, il futuro. Il miraggio del benessere attira centinaia di migliaia di emigranti: dalla sola Italia partono ogni anno seicentomila persone in cerca di fortuna.
In molti la trovano, lavorando nei numerosi cantieri dei grattacieli e della linea della metropolitana.C`è anche l`altra faccia della medaglia, la miseria di chi non riesce a trovare il lavoro e la sofferenza di chi è sfruttato, come la popolazione nera di Harlem.
Proprio lì, in quegli anni, sta per nascere il jazz. Bessy Smith è la prima grande voce del blues.
Tra il `20 e il `27, miseria, alcolismo, contrabbando e gangsterismo diventano un leit motiv della vita quotidiana newyorkese.
Sono questi gli anni del processo che sconvolse in mondo intero. Si tratta della vicenda di Sacco e Vanzetti, i due anarchici italiani accusati di banditismo e ingiustamente giustiziati.
Ricchezza e povertà convivono nelle campagne americane. Progresso e tradizione convivono a fatica nel sistema di produzione che si sta facendo sempre più meccanizzato, dalla mungitura delle mucche alla raccolta delle uova.

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