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Italia nello spazio

La conquista dello spazio ha una storia affascinante e ormai abbastanza lunga, alla quale l’Italia ha partecipato con missioni importanti e scienziati di valore. Luciano Onder ripercorre le fasi salienti della storia aerospaziale italiana con i suoi ospiti in studio.

Per “Magazine”, intervista alla dott.ssa Manuela Arata, Presidente del Festival della Scienza di Genova, sulla manifestazione in programma dal 26 ottobre al 7 novembre prossimi, dedicata quest’anno al tema della “Scoperta”.
Per “Il mondo degli animali”, “Le paludi dell’Okavango”. È uno dei più importanti fiumi dell’Africa meridionale ma, prima di giungere al mare, le sue acque muoiono in un fitto dedalo di ruscelli, la palude dell’Okavango. Un piccolo “paradiso naturalistico”, caratterizzato da acque trasparenti, filtrate dalla vegetazione e costellate di palme che offrono ombra e riparo agli animali.
Per “Il nostro pianeta”, “Smeraldo”. Lo smeraldo era la pietra più amata dagli antichi Romani e veniva impiegata per ornare le braccia e il collo delle nobildonne imperiali. Oggi, grazie a particolari e sofisticate tecniche, gli scienziati del CNR di Roma riescono a ricavare dall’analisi di questa pietra informazioni preziose sui suoi luoghi di provenienza - principalmente il continente africano - sui suoi metodi di trasporto e su usi e costumi dell’antico popolo romano.
Per “Viaggio sul pianeta Terra”, “Congo”. Fino a qualche migliaio di anni fa il territorio era occupato dalla savana. Il cambio di clima e le abbondanti piogge hanno poi dato vita alla foresta pluviale più grande di tutta l’Africa. Per secoli l’uomo ha cercato di colonizzare queste terre, non riuscendo però nel suo intento. Oggi, infatti, la foresta pluviale del Congo rappresenta uno degli ultimi angoli del nostro pianeta ancora incontaminato.
Per “Incontri”, “Enza Maria Valente”. Trentatre anni, neurologa, attualmente alla guida di un gruppo di ricerca dell’Istituto Mendel di Roma. Insieme alla giovane ricercatrice verranno ripercorse le tappe che hanno visto la nascita della sua passione, il percorso formativo, le esperienze all’estero e anche i riconoscimenti, come il “Premio L’Oréal per giovani ricercatrici”, assegnatole nel 2006.
Per “Mondo”, “Le montagne del Ruwenzori”. Le cime svettano fino a 5000 metri di altezza, e le acque che scendono dai pendii si dividono per dirigersi in parte a ovest, fino a incontrare il fiume Zaire, ed in parte a nord, per gettarsi nel Nilo. Sono le montagne del Ruwenzori, in Uganda, scoperte da alcuni esploratori europei intorno alla metà dell’800. Un viaggio all’equatore alla scoperta di territori in cui piove per 350 giorni l’anno.
La “Pillola” di Explora Web di questa settimana è dedicata ai “Minerali”.

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