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ITALIAN STYLE - PARTE PRIMA.

L`unità si apre con una scheda storica sul design italiano negli anni Sessanta, ricca di immagini di repertorio sulla società e gli avvenimenti dell`epoca.
Il boom economico porta una domanda crescente e continua di nuovi oggetti, arredi, lampade. Gli oggetti diventano simboli di moderni feticci, vengono acquistati per la loro firma. Spiccano le figure di progettisti come Mario Bellini, Vico Magistretti, Gae Aulenti, Angelo Mangiarotti, Rodolfo Bonetto, Marco Zanuso. Il design italiano inizia ad avere successo in tutto il mondo.
Ospiti in studio di Ugo Gregoretti sono Giuliana Gramigna, storica del design, e Antonia Astori, architetto e progettista. La storica spiega come, dopo la ricostruzione, le nuova abitazioni, più piccole che nel passato, avessero bisogno di nuovi oggetti. Architetti e designer cercavano di produrre per le masse, ma purtroppo mancava una vera industria per la produzione in serie; questi oggetti divennero quindi prodotti per élite. In studio ne sono visibili alcuni, come la poltrona in gommapiuma realizzata da Zanuso per Arflex. Antonia Astori parla del "sistema a componibilità piana", un suo progetto del 1972, costituito da componenti di pannello truciolare a basso costo con cui costruire varie situazioni abitative. Si tratta di una parte del design più legata all`architettura che al mobile. L`architetto parla poi del concetto di "imbottito", studiato come arricchimento degli ambienti interni. In studio è presente la poltrona "Due Cavalli" (1969) di Jonathan De Pas, Donato D`Urbino e Paolo Lomazzi, che negli anni Sessanta svilupparono l`attività di creazione di mobili con materiali e tecnologie industriali avanzate. Una testimonianza di Angelo Mangiarotti, architetto e designer, completa l`unità.

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