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JAZZ E CINEMA

Il primo film della storia del cinema accompagnato dal sonoro, intitolato Il cantante jazz (1927), di Alan Crosland, era una goffa parodia del jazz. Infatti, il protagonista Al Jolson era un bianco che, per le riprese, colorò il viso con un sughero bruciato per schernire i musicisti jazz, solitamente neri. La stessa canzoncina intonata da Jolson non servì che a fornire un’immagine caricaturale di un genere di musica che, nonostante imperversasse negli Usa, era composta e suonata principalmente da artisti appartenenti a un gruppo etnico ancora denigrato. Ma non fu sempre così. Negli Stati Uniti degli anni Trenta e Quaranta, cinema e jazz conobbero un periodo di grande splendore e costituirono spesso un connubio felice di forme espressive.
L’unità audiovisiva propone alcuni spezzoni di film in cui il jazz fu davvero protagonista, come Jivin’ in bebop (1947), con Dizzy Gillespie, Shorty Rogers che esegue Time was in Frankly jazz (1962), e l’eccezionale contributo che Miles Davis diede al film Ascenseur pour l’échataud((1957), eseguendo per la sigla iniziale il brano So what insieme a John Coltrane.

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