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JAZZ IN ITALIA: LE ORIGINI E LA PRIMA GENERAZIONE PIEMONTESE

L`unità didattica ricostruisce le origini del jazz in Italia. Siamo nel 1970: il chitarrista Franco Cerri e il critico Franco Fayenz si ritrovano presso la Cascina Piola di Pino Visconti a Rocchetta Tanaro (Asti), luogo di incontro prediletto dalla prima generazione di jazzisti piemontesi.
Essi ricordano le difficoltà che il jazz ebbe in Italia negli anni Trenta: mentre in America si raggiungeva il suo più alto sviluppo, nel nostro Paese questa musica veniva osteggiata dal regime fascista, che la considerava musica “di una razza inferiore” e proveniente dalla pericolosa plutocrazia statunitense.
Negli anni Trenta, la preistoria del jazz in Italia vede le grandi orchestre di Gigi Ferraccioli, Alberto Semprini, l’orchestra della Columbia. Alla fine della guerra, il jazz inizia a diffondersi sempre di più, riscuotendo un sempre maggior successo di pubblico e soprattutto rivelando musicisti di enorme valore.
A Torino e Genova nascono le jazz band di Oscar Valdambrini e Piero Rizza, a Milano presso il teatro Odeon si radunano i migliori jazzisti del tempo. La prima generazione di jazzisti piemontesi, nell’immediato dopoguerra, propone un jazz moderno, in armonia con quanto si faceva negli Stati Uniti. Torino fu una grande fucina di solisti, cresciuti presso le orchestre cittadine, la più famosa delle quali era quella della RAI.
Le immagini mostrano, poi, una sessione nella cantina della Cascina: Dino Piana (tromba a pistone), Gianni Basso (sax tenore), Oscar Valdambrini (tromba), insieme a Renato Sellani (pianoforte), Dodo Goia (contrabbasso) e Tullio De Piscopo (batteria), improvvisano con spettacolare maestria.
Per ognuno viene fornito un breve ritratto artistico.

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