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JEAN GENET: RUBARE PER INNOCENZA

L`unità didattica ripercorre la vita e l`opera di Jean Genet (Parigi 1910-1986), scrittore e poeta della “società del male” la cui biografia è costellata da vuoti d’amore che ne segnano le scelte e la condotta. Nato nel 1910 fu abbandonato dalla madre e affidato alla pubblica assistenza; i numerosi furti compiuti lo portarono, prima, in riformatorio e poi, fino a trentasei anni, in giro per le carceri parigine ed europee.
Il genere d’umanità di cui fu circondato nelle galere, il popolo di derelitti, di reietti, di assassini o semplici disertori è lo stesso che popola i suoi romanzi e le sue opere teatrali.
Nel 1946 Jean Genet scrive il suo capolavoro, Nostra signora dei fiori, seguito da Il miracolo della rosa. Fu proprio il talento a salvare lo scrittore dall’ergastolo previsto dalla legge francese dopo la decima condanna; un gruppo di letterati, infatti, chiese, ed ottenne per lui la grazia. Restituito alla vita civile, Jean Genet trascorse il resto dei propri anni scrivendo opere teatrali, come I paraventi o Il balcone il cui linguaggio capovolgeva i valori tradizionali e l’autobiografia dal titolo Il diario di un ladro, che ne consacrò il talento. La cultura ufficiale lo accolse come un genio maledetto, ma la sua vita quotidiana rimase coerentemente legata all’emarginazione che lo aveva sempre accompagnato, mentre il suo nome continuò a suscitare accese polemiche letterarie.

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