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JERZY GROTOWSKI: IL SUO TEATRO

Il filmato propone una significativa intervista a Jerzy Grotowski (1933 - 1999), grande regista e teorico teatrale del novecento, che aiuta a comprendere la natura della sperimentazione realizzata all’interno del Teatro Laboratorio di Breslavia. Un gruppo di giovani provenienti da realtà assai diverse, come spiega il suo fondatore, accomunati da uno spirito forte, ribelle, anarchico e con un temperamento esplosivo, mette in gioco le proprie risorse fisiche e culturali al fine di coinvolgere lo spettatore in una nuova forma di rappresentazione scenica. Un’avventura in contrasto con il teatro e la politica ufficiale, diretta da un tale rigore da far nascere, in Polonia, l’espressione “disciplina del convento del Teatro Laboratorio”.
Entrando nello specifico, si analizza la rappresentazione dell’Akropolis di Stanislaw Wyspianski (Cracovia, 1869 - 1907), un classico della tradizione teatrale polacca. Nella versione di Grotowski si parte dell’acropoli intesa in senso glorioso per darle il valore di cimitero dell’età contemporanea, la cui espressione massima si trova nei campi di concentramento. Un intervento del regista inglese Peter Brook (Londra, 1925), rileva come, di un tema rappresentato abitualmente nel genere documentaristico, se ne possa fare un’opera d’arte d’immaginazione. Attraverso la ricerca di un’attenta chiave formale, gli attori fanno rivivere agli spettatori il senso profondo dei campi di concentramento.

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