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JFK, dalla Baia dei Porci all`impegno per la pace

«Come ho potuto essere così stupido da farli andare avanti?». Il 17 aprile 1961 1500 esuli cubani finanziati dalla CIA sbarcarono a Cuba per rovesciare Fidel Castro. L’operazione, nota come Baia dei Porci, si rivelò un clamoroso fallimento della presidenza JFK.

Gli anticastristi attribuirono la responsabilità dell’esito al Presidente, che si era rifiutato di coinvolgere anche l’aviazione americana nell’operazione. Fu solo la prima di una catena di critiche e di scontenti che investirà progressivamente il giovane presidente.
Nei tre anni della sua presidenza, infatti, Kennedy riuscì a crearsi una serie infinita di nemici: dai cubani anticastristi (che dopo il fallimento dello sbarco nella Baia dei Porci rimproveravano al Presidente di averli abbandonati) ai petrolieri di Dallas e agli industriali dell’acciaio (che lo attaccavano per la sua politica fiscale). I conservatori, inoltre, non potevano gradire passi di distensione come l’istituzione della "linea rossa" tra Washington e Mosca, la firma del trattato di messa al bando parziale dei test nucleari, l’invio di grano americano alla Russia.

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