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Jonatham Lethem: tornare a Berkeley

Anatomia di un giocatore d’azzardo di Jonathan Lethem (tradotto da Andrea Silvestri per La nave di Teseo) si apre con il protagonista, Alexander Bruno, diretto a una villa berlinese dove sfiderà a backgammon un riccone. È questo che fa nella vita. Poi va tutto storto e Alexander si ritrova in ospedale con un medico che gli diagnostica un tumore al naso non operabile. Gli viene consigliato un chirurgo di Berkeley; proprio a Berkeley è una potenza Keith Stolarsky, ex compagno di scuola di Alexander che lui ha da poco incontrato a Singapore e si è rivelato ossessionato da lui. Alexander, che è solo al mondo, si rivolge a Stolarsky e riceve un biglietto aereo per la California e l’appuntamento con un chirurgo che gli smonta la faccia e gli asporta il tumore. A questo punto però Alexander è in debito con Stolarsky e deve fare quello che lui gli dice, compreso vendere hamburger con una maschera da impiccato addosso… La critica del sistema capitalistico incarnato da Stolarsky; la parabola umana di Alexander che comincia da ragazzo a fare il cameriere, poi diventa giocatore d’azzardo, poi di nuovo cameriere, poi di nuovo giocatore d’azzardo; il ruolo ambiguo delle due donne del romanzo: questo romanzo di Lethem, come tutti i suoi, si presta a molte chiavi interpretative diverse. In occasione del Salone del libro di Torino abbiamo incontrato l’autore, ci siamo fatti raccontare alcuni snodi narrativi e abbiamo parlato della voluta ambiguità delle sue scelte narrative.

 

Jonathan Lethem è nato a New York nel 1964. Figlio di un pittore e di una militante della sinistra radicale, a vent’anni si è trasferito in California, dove si trattenuto per un decennio e ha cominciato a scrivere. Collabora, fra gli altri, con “The New Yorker”, “Harper’s”, “Rolling Stone”, “Esquire” e il “New York Times”. Nei Tascabili Bompiani sono disponibili Brooklyn senza madre, Concerto per archi e canguro, I giardini dei dissidenti, Men and cartoons e La fortezza della solitudine.

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