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L‘ INDUZIONE ELETTROMAGNETICA - PARTE TERZA. L‘UNIVERSO DELLA MECCANICA

Nella serie L'Universo della Meccanica si ripercorre la storia delle leggi della meccanica, dalle intuizioni di Galileo (Pisa 1564 - Arcetri, Firenze 1642) alla teoria della relatività.
L’unità si apre descrivendo in parallelo le caratteristiche dei campi magnetici ed elettrici: i primi circolano, i secondi convergono. Una grafica al computer mostra il lavoro totale necessario a muovere una carica elettrica in un percorso chiuso all’interno di un campo elettrico: il risultato è zero.
Il professor Goodstein, del California Institute of Technology, esegue tre prove per dimostrare e chiarire il comportamento dei conduttori in un campo elettromagnetico variabile.
Un campo magnetico generato da una spira toroidale (solenoide ripiegato in circonferenza) ha forma tale per cui il campo magnetico stesso è contenuto interamente dalla bobina e fuori è nullo, non ci sono linee di forza. Se noi incateniamo una spira al "toro", otteniamo comunque una corrente indotta, perché nella superficie contenuta da questa spira varia il flusso.
La seconda prova: un pendolo passa attraverso un elettromagnete a riposo. Durante le oscillazioni si collega l’elettromagnete, che attira la lamina metallica del pendolo interrompendone il movimento. L’energia del moto si trasforma in calore sulla placca di rame.
La terza prova dimostra invece la forza generata da un campo magnetico variabile, tale da poter far saltare lontano un pezzo di un conduttore.

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