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L’immagine del lavoratore nei social media aziendali tra privacy e copyright

La pubblicazione di immagini dei dipendenti da parte del datore di lavoro nei social media aziendali è sicuramente un tema di grandissima attualità, ma ciò nonostante, come ci illustra l'avv. industrialista, Renato D'Andrea, consulente dello studio Lexellent, privo della dovuta attenzione e regolamentazione da parte delle imprese.

In ambito lavorativo la «identità fisica» (così definita dall’art.4. n.1 GDPR) delle persone è usualmente coinvolta in tre situazioni:

1) la videosorveglianza delle aree lavorative;

2) l’uso di badge muniti di fotografia;

3) i riconoscimenti biometrici.

Queste tre fattispecie sono espressamente disciplinate con norme ben conosciute – quindi diffusamente rispettate - in ambito lavoristico. Pochissime aziende sanno invece correttamente rispondere al quesito: “Il datore di lavoro può, o meno, pubblicare liberamente immagini foto/video dei propri dipendenti nelle pagine Facebook o nel sito aziendale? Come occorre regolamentare queste iniziative?”.

Il primo caposaldo da cui partire è che in vista dei diritti della personalità ed autoriali sanciti dagli artt. 10 c.c. e 96 L.A, la diffusione ed utilizzazione commerciale dell’immagine del dipendente è in linea di principio sempre vietata, anche laddove venga rispettata la normativa sulla privacy.

Per quanto il datore di lavoro abbia un pieno diritto a ricevere la prestazione lavorativa, non dispone invece di alcun diritto a diffondere la riproduzione video-fotografica di tale prestazione. In altre parole, la subordinazione lavorativa non deve far ritenere «implicita» la facoltà del datore di lavoro di usare a scopo di marketing l’immagine del dipendente ritratto nell’adempimento delle sue mansioni.

Sotto il profilo della privacy il dipendente gode peraltro di una tutela «rafforzata» con riferimento ai social media aziendali. Il vademecum del 15.05.2015 del Garante Privacy ha infatti stabilito che «in ambito di lavoro privato per pubblicare informazioni personali (foto, curricula) nella intranet aziendale e, a maggior ragione in internet, occorre il consenso dell’interessato», non essendo quindi sufficiente la mera c.d. “informativa”.

L’unica soluzione “legittima” per pubblicare immagini del personale dipendente sui social media aziendali, quindi, è di ottenere dal lavoratore la separata sottoscrizione:

a)   di liberatorie «autoriali» mirate per specifiche iniziative;

b)   di consenso nel rispetto della normativa privacy.

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