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L’osservazione delle onde gravitazionali e l’inizio di una nuova astronomia

 L’osservazione delle onde gravitazionali e l’inizio di una nuova astronomia

Si terrà oggi 18 marzo a Napoli nel Teatro di Corte un incontro con Adalberto Giazotto, ideatore dell'esperimento VIRGO insieme ad Alain Brillet.

L'evento è organizzato dall’Associazione Scienza e Scuola assieme all’INFN, all’Università di Napoli “Federico II” e al Polo Museale della Campania, nell’ambito di un programma finalizzato ad avvicinare la Scienza agli studenti delle Scuole con varie modalità e in particolare creando occasioni per interagire con illustri scienziati in uno spirito di comunicazione diretta e informale.

Gli studenti avranno la possibilità di incontrare Adalberto Giazotto - ideatore dell'esperimento VIRGO assieme ad Alain Brillet - e Leopoldo Milano con il gruppo di ricercatori campani dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e delle Università di Napoli “Federico II” e di Salerno che ha contribuito a questo importantissimo risultato.


L’osservazione delle onde gravitazionali da parte della Collaborazione LIGO-VIRGO conferma una previsione della Relatività Generale di Einstein e apre la strada a un nuovo modo di osservare l’Universo e di comprendere i meccanismi fisici dei suoi immani fenomeni.


Newton formulò la legge di Gravitazione Universale nella seconda metà del Seicento. Alla fine del Settecento, Charles-Augustin de Coulomb formulò la legge di interazione elettrostatica. A coronamento della formulazione delle leggi dell’elettromagnetismo, nella seconda metà dell’Ottocento James Clerk Maxwell predisse l’esistenza di onde elettromagnetiche ed esse furono osservate da Heinrich Hertz.


All’inizio del Novecento, la Fisica Quantistica mise in luce che alla scala atomica le onde elettromagnetiche hanno anche un comportamento da particelle, e queste particelle furono dette “fotoni” perché la luce è essa stessa un’onda elettromagnetica. Con la predizione di onde anche per la gravitazione, Einstein iniziò anche a infrangere il suo “splendido isolamento” e ad avvicinarla alle altre interazioni. Il fenomeno è ora sperimentalmente confermato. Verrà un giorno anche scoperta una particella che trasmetta la gravitazione, il “gravitone”?


Sono state osservate onde gravitazionali emesse non da zone prossime alla nostra galassia, ma dallo straordinario fenomeno della fusione di due buchi neri a oltre un miliardo di anni-luce di distanza da noi.
È questa una straordinaria dimostrazione della loro potenzialità come vettore di informazione per una nuova Astronomia. Con esse possiamo ambire a esplorare zone dell’Universo tanto lontane da essere inaccessibili in altri modi e in particolare tramite la luce emessa.

Tutte le informazioni ed i materiali didattici e scientifici agli indirizzi:


http://scienzaescuola.fisica.unina.it/index.php/modern-physics/open-tables/gravitational-waves


http://scienzaescuola.fisica.unina.it/index.php/modern-physics/thematic-essays



 

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