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La Certosa di Parma secondo Moravia

Romanziere raffinatissimo, appassionato d'arte, autore di numerosi diari di viaggio, Stendhal (Grenoble, 23 gennaio 1783 – Parigi, 23 marzo 1842) coltivò per tutta la vita un particolare amore per l'Italia. Il Bel Paese è protagonista anche di una delle sue opere più note, La certosa di Parma, che insieme a Il Rosso e il Nero è ricordato fra i più importanti romanzi di formazione dell'Ottocento. Nel documento che vi proponiamo, a commentarlo è una voce unica ed esclusiva: quella di Alberto Moravia.

Lo scrittore romano nutriva un'ammirazione particolare per Stendhal e non ha mai fatto mistero di come, insieme a Marcel Proust, fosse l'autore che amava di più. In questa intervista, Moravia racconta del complesso rapporto che lo avvicinava al romanziere francese e approfondisce, proprio attraverso l'analisi de La certosa di Parma, lo stile rapido, “tutto movimento”, che attraversa in modo peculiare quest’opera.

Proprio a proposito de La certosa di Parma, Alberto Moravia ci regala una sorprendente rivelazione: racconta infatti che, nonostante fosse il romanzo di Stendhal che nel complesso apprezzava di meno, dopo aver scritto Gli indifferenti (pubblicato nel 1929), spinto dalla ricerca di nuove modalità espressive con cui integrare la sua scrittura, tornò a riconsiderare - apprezzandolo - lo stile stendhaliano, cui si ispirò in parte ne La mascherata del 1941.
 

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