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LA CHIAMATA ALLE ARMI DEL 1935. IL FASCISMO E LA CONQUISTA DELL`ETIOPIA

Roma, 2 ottobre 1935: un’adunata generale delle forze del regime è convocata per ascoltare il discorso che Mussolini pronuncia affacciato al balcone di Piazza Venezia, trasmesso per radio in tutta Italia. Ore 15,30: il Duce annuncia l’inizio delle ostilità con l’Etiopia per il giorno seguente. Quattro giorni prima, in Etiopia, il Negus aveva ordinato la mobilitazione generale, dopo aver sperato invano di riuscire ad evitare la guerra e la sconfitta che considerava inevitabile.
L’impresa coloniale, sostenuta da un consenso quasi plebiscitario, preparato da una poderosa operazione di propaganda, rispondeva alle intenzioni di Mussolini di riscattare il prestigio del regime fascista, in un momento in cui esso pareva risentire degli effetti della crisi economica mondiale.
Il 18 novembre alla condanna della Società delle Nazioni fa seguito l’imposizione all’Italia di dure sanzioni economiche, che vengono utilizzate dalla propaganda per corroborare la farsa di un paese vittima della prepotenza delle nazioni plutocratiche e per legittimare l’autarchia economica. Il 5 maggio 1936 viene occupata Addis Abeba.
L’unità, con l’ausilio di immagini e filmati d’epoca, ripercorre gli eventi che precedettero l’inizio dell’avventura coloniale, a partire dall’estate del 1935, trascorsa in Europa e in Italia in un clima di apparente spensieratezza.

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