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La psicoanalisi: la nascita. Storia della scienza

Il ciclo di unità audiovisive dal titolo comune Storia della scienza, tratte dal progetto di Rai Educational Pulsar, propone il racconto, in ordine cronologico, delle radicali trasformazioni introdotte dalla scienza e dalla tecnologia nel corso del Novecento.

Lo scopo è quello di offrire agli insegnanti un supporto didattico che, oltre a sintetizzare i concetti basilari, ponga l`accento su un aspetto spesso trascurato dai libri di testo: la dimensione storica e culturale che ha favorito il progresso scientifico.

A che punto erano gli studi sulla mente all’inizio del Novecento? Con questa domanda Virginie Vassart introduce l’unità. Alberto Oliverio, professore di psicobiologia all’Università di Roma La Sapienza, distingue nel panorama scientifico dell’epoca due scuole di pensiero: studiosi legati alla tradizione clinica, i neurologi, che facevano corrispondere ad ogni struttura del cervello una determinata funzione, e la corrente dominante che, ispirandosi al funzionalismo darwiniano, pensava al cervello come ad un campo aggregato all’interno del quale le cellule cerebrali cooperano a determinare, insieme, le funzioni.
Sigmund Freud - di cui Virginie Vassart ripercorre brevemente la biografia - rivoluzionerà le concezioni precedenti pensando per la prima volta alla mente in termini metaforici. L’interpretazione dei sogni, pubblicata nel 1900, segna l’inizio dell’avventura psicoanalitica.

Degli albori della psicoanalisi parla Mauro Mancia, neurofisiologo e psicoanalista all’Università di Milano, in un intervento volto a chiarire, inoltre, i concetti legati ai tre sistemi psichici introdotti da Freud: conscio, preconscio e inconscio. Il metodo psicoanalitico, spiega Mancia, nasce come strumento atto ad indagare e a rendere conoscibili i contenuti dell’inconscio.

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