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LA QUESTIONE EBRAICA: IL GHETTO DI VARSAVIA. SECONDA GUERRA MONDIALE

Dalle strade di Varsavia il giornalista Enzo Biagi, con l’aiuto di filmati ed immagini d’archivio, ricostruisce la vita nel ghetto ebraico, area che i nazisti demarcarono e separarono, con un muro alto tre metri, dal resto della capitale polacca il 15 novembre 1940.
Si calcola che prima della seconda guerra mondiale vivessero a Varsavia e dintorni cinquecentomila ebrei, i quali vennero interamente trasferiti e costretti a vivere stipati nei piccoli appartamenti compresi nei tre chilometri quadrati del getto. Qui i tedeschi li costringevano a lavori servili, esponendoli spesso al pubblico ludibrio. Moltissimi morirono, tra il 1940 e il 1941, per fame, per l’estenuante lavoro e per le precarie condizioni igieniche.
Nell’estate del 1942, i tedeschi decisero la costruzione del campo di sterminio di Treblinka, posto in una foresta a cento chilometri da Varsavia. Già nel settembre del 1942, duecentomila ebrei vi furono deportati. Di fronte alla minaccia della deportazione totale e della liquidazione del ghetto, gli ebrei organizzarono, nell’aprile del 1943, una insurrezione armata che durò tre settimane. La rivolta venne domata nel sangue dai nazisti, i quali uccisero tutti i capi della rivolta e distrussero la sinagoga del ghetto, di fatto da quel momento ridotto a un cumulo di macerie.

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