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LA RADIO: LA NASCITA

Franco Monteleone, dirigente Rai e autore di numerosi saggi sul sistema della comunicazione, propone, in questa unità, un accurato excursus sulla storia della radio. Muovendo dalle origini fino ad arrivare alla nascita della Rai, si ricostruisce la trasformazione in fenomeno di massa di questo mezzo di comunicazione, di cui vengono mostrati alcuni esemplari conservati nel museo della radio del Lingotto di Torino
L’invenzione della comunicazione radiofonica attraverso l’utilizzo delle onde elettromagnetiche si deve, com’è noto, all’ingegno dell’italiano Guglielmo Marconi, il quale alla fine dell’Ottocento cominciò a fare i primi esperimenti di trasmissione in Cornovaglia.
L’intuizione dello scienziato non trovò la fiducia dell’Italia, la quale gli negò quel sostegno economico che, invece, l’Inghilterra fu disponibile a concedergli. Proprio nel paese anglosassone venne fondata la Marconi Company a cui si deve la costruzione dei primi esemplari di microfono e di spartani trasmettitori.
A partire dagli anni Venti tutti compresero la portata della nuova invenzione, sperimentata con successo nel corso della prima guerra mondiale, e, per questa ragione, si scatenò una vera e propria competizione per accaparrarsene la gestione.
Nel 1928 l’URI, Unione Radiofonica Italiana, prese il nome di EIAR, Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, e passò sotto la sovrintendenza del regime fascista. La radio si avviava a diventare, a ridosso degli anni Trenta, un fenomeno di massa, anche se il controllo da parte del regime, nel corso della seconda guerra mondiale, fece perdere credibilità alle trasmissioni italiane.

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