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LA RESISTENZA NEL CINEMA ITALIANO: DOPO L`8 SETTEMBRE 1943

Dopo la fuga del re e di Badoglio, l`Italia diventa una nazione allo sbando. Privi di riferimenti e stremati dalla guerra, molti italiani decidono, tuttavia, di continuare a combattere. La Resistenza si organizza.
Nel filmato troviamo sequenze tratte da film italiani che testimoniano la grande confusione che regna dopo l`8 settembre, le incertezze, le paure ma anche gli atti di eroismo che hanno contrassegnato quel periodo.
Dopo l`attentato di via Rasella a Roma, per rappresaglia, trecentotrentacinque ebrei e antifascisti vengono uccisi alle Fosse Ardeatine.
Il filmato propone le testimonianze delle madri e delle vedove di alcune vittime della strage.
Vediamo inoltre la celebre sequenza di Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini, l`urlo straziante e la raffica che abbattono Anna Magnani mentre insegue il camion su cui i nazisti stanno portandoi via il suo Francesco.
Anche la stagione del cinema neorealista italiano ha di fatto un valore di militanza antifascista. Dopo una sbornia di cinegiornali e film di regime, in cui la retorica della propaganda aveva deformato e falsificato sistematicamente la realtà, e dopo il trauma dell`umiliante sconfitta dell`Italia fascista, lo sguardo del neorealismo, crudo e impietoso, testimonia con profondo senso politico l`esigenza di una nuova Italia, intenta a risollevarsi da una delle sue pagine più tristi e cupe.

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