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LA RESISTENZA NEL CINEMA ITALIANO: LOTTE IN FABBRICA

L’unità raccoglie alcune scene da film di registi italiani che riproducono drammatici momenti della resistenza. Dalla proclamazione dell’armistizio in una sequenza de Gli sbandati di Francesco Maselli (1955), a Un giorno da leoni di Nanni Loy (1961),dove i partigiani, organizzati in formazioni di diversa impostazione politica, costituiscono una costante minaccia per il retrofronte tedesco.
Uno degli aspetti più significativi di questo momento storico è la lotta nelle fabbriche. Secondo i piani tedeschi, queste, avrebbero dovuto contribuire allo sforzo bellico. Gli operai, invece, sabotano le produzioni o incrociano le braccia. Come gli scioperi del 1943 avevano anticipato il crollo del regime fascista, così quelli del marzo del 1944 segnano il fallimento totale della repubblica di Salò. Al prezzo di fucilazioni e deportazioni, con questi scioperi, gli operai acquistano una nuova coscienza del ruolo di protagonisti della vita politica. Testimonianze di questi momenti le troviamo in sequenze da Achtung banditi di Carlo Lizzani (1951) ed Il sole sorge ancora di Aldo Vergano (1946).

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