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LA RESPIRAZIONE AEROBICA E ANAEROBICA

Questa serie di unità audiovisive, realizzata da Rai Educational in coproduzione con l_%_UER (Unione Europea di Radiotelevisione), affronta i grandi argomenti delle scienze fisiche, chimiche, biologiche e matematiche con un linguaggio rigoroso e nello stesso tempo divulgativo.
Tema di questa unità è la respirazione. Gli animali e le piante hanno bisogno di energia per vivere e crescere, energia che ottengono attraverso il processo della respirazione, una reazione chimica che rilascia energia dal cibo.
La maggior parte degli animali e delle piante respira in modo aerobico, il che significa che utilizza ossigeno. La combinazione dell’ossigeno con il glucosio produce anidride carbonica ed acqua, rilasciando allo stesso tempo energia. Le immagini mostrano un esperimento effettuato su un atleta attraverso un analizzatore di gas computerizzato, utilizzato per misurare i livelli di assorbimento e di produzione di anidride carbonica. Prima di tutto è stata misurata la quantità di ossigeno che il corpo ricava da ogni respiro. Si è, così, potuto constatare che all’aumentare dell’attività fisica corrisponde un innalzamento della richiesta di ossigeno. Con l’analizzatore di gas è stata poi misurata la quantità di ossigeno e di anidride carbonica espirata. Più grande è la difficoltà dell’esercizio, maggiore sarà la quantità di anidride carbonica prodotta. Si è poi osservato che il livello di ossigeno nell’aria espirata si assesta dopo un certo tempo: la stanchezza non consente, infatti, al soggetto, che pure ne avrebbe bisogno, di assorbirne ulteriori quantità.
Sovente, per compensare grossi sforzi, viene richiesta una quantità di ossigeno più alta rispetto a quella che il nostro organismo è in grado di assorbire. In questo caso, la reazione della respirazione diviene anaerobica. In assenza di ossigeno sufficiente, il corpo converte il glucosio in acido lattico, anziché in anidride carbonica ed acqua. Questa reazione produce energia, ma in quantità inferiore rispetto alla respirazione aerobica. La conseguenza più comune è l’aumento di acido lattico, che genera la comparsa di dolori muscolari.

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