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LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA: LE VERIFICHE

Questa serie di unità audiovisive è stata realizzata da Rai Educational in collaborazione col Ministero della Pubblica Istruzione nel 2000. Il progetto, sviluppato nell’ambito dei corsi di formazione a distanza, propone metodologie ed esempi di supporto per gli insegnanti di lingua straniera nella Scuola media inferiore. Nel corso degli ultimi anni, le istituzioni dell’Unione Europea hanno sollecitato i governi nazionali a favorire lo studio di almeno due lingue comunitarie. La Direzione Generale per l’Istruzione secondaria di primo grado ha pertanto avviato una serie di iniziative per estendere la sperimentazione attraverso modalità di insegnamento/apprendimento con caratteristiche innovative. In particolare, si vuole puntare sulle capacità comunicative, sviluppando soprattutto abilità audio/orali, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Gianfranco Porcelli, docente di glottodidattica, analizza le modalità di verifica del profitto come processo di comunicazione. La verifica è diversa dalla valutazione: la prima spetta all’insegnante e riguarda il percorso svolto individualmente dall’allievo, la seconda spetta al consiglio di classe e riguarda il profitto più in generale. Porcelli sostiene che il profitto non è l’unico modo per valutare l’apprendimento di una lingua straniera. La verifica dell’insegnante sugli alunni riguarda l’ingresso (input) e l’uscita (output) delle informazioni, ma non la vera ritenuta (intake). Inoltre, la scelta del metodo da utilizzare nelle interrogazioni (fare prima la domanda e poi decidere fra chi alza la mano chi deve rispondere piuttosto che scegliere chi deve rispondere e poi porre la domanda) produce effetti diversi negli studenti. È importante che l’insegnante ne sia consapevole.

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