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L`autolesionismo come via di fuga

A seguito della rotta di Caporetto, nell'ottobre 1917 si diffusero, nonostante la minaccia del plotone di esecuzione, la diserzione e addirittura l’autolesionismo, consistente nell’infliggersi volontariamente ferite e gravi mutilazioni per poter essere dispensati dal servizio al fronte. In alcune occasioni ci furono ribellioni collettive, scioperi e ammutinamenti, puniti duramente dagli alti comandi militari italiani.

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