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LE CAMERE DEL LAVORO: 1880-1891, LA NASCITA

Gli anni ‘80 dell’Ottocento segnano il primo avvio dell’industrializzazione italiana. Osvaldo Gnocchi Viani (Ostiglia, 1837 – Milano, 1917) fu uno dei fondatori del Partito operaio italiano, il cui obiettivo era la difesa dei diritti dei lavoratori nelle fabbriche. L’operaio, sosteneva Viani, non era da considerarsi come “un infermo da sussidiare”, bensì un lavoratore i cui diritti (sia come lavoratore che come cittadino) sono inviolabili e legittimi. Allo scopo di difendere tali diritti nacquero le Camere del lavoro (1891) a Milano, Torino e Piacenza.
Con il Canto dei lavoratori (1886), ricordato anche come Inno dei lavoratori, scritto da Filippo Turati (Canzo, 1857 – Parigi, 1932), la coscienza operaia si fece sempre più solida e matura; l’idea della “volontà del progresso” divenne il fine ultimo delle tante leghe dei muratori formatesi in questi anni. Turati, dopo aver diretto la rivista Critica sociale, progettò un organo di confluenza delle organizzazioni popolari, operaie e contadine: il Partito dei Lavoratori Italiani (1892), divenuto nel 1895 Partito Socialista Italiano.
Altro uomo politico vicino al mondo operaio fu Andrea Costa (Imola, 1851 – 1910), il cui pensiero di lotta operaia è rinvenibile nella Rivista internazionale del socialismo (1880) e nel settimanale Avanti! (1881).

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