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Letizia Muratori, Spifferi

Sei racconti, una galleria di personaggi spiazzanti e un io narrante ancora più stralunato di loro: leggendo Spifferi di Letizia Muratori, pubblicato dalla Nave di Teseo, si ha la sensazione di affacciarsi su un abisso, anzi di camminarci intorno, sentendo tutta la precarietà delle sicurezze a cui ci aggrappiamo. In Rispondi a Dimitri una figlia convince i genitori settantenni a traslocare in una casa più piccola: tra le tante cose da buttare c’è anche l’abitudine a rispondere alle chiamate di un certo Dimitri, un molestatore telefonico; la figlia va a cercarlo e scopre una storia di dolore e solitudine tutta diversa da quella che si aspettava. Dolore e solitudine sono anche il pane quotidiano di Pietro, l’amico della narratrice, che non usa sapone per lavarsi, guarda ossessivamente Il segno del comando e i film su Tele Capri; una medium riesce a mettersi bizzarramente in contatto con lui dopo la sua morte. C’è una dimensione esistenziale nei racconti, ma l’esplorazione della follia condotta da Muratori ha anche una dimensione sociale: è terribile la condizione dei fratelli eritrei che trovano rifugio in un albergo ai confini della Svizzera e non devono rivelare la loro parentela se no il più piccolo non avrà il permesso di volare in Germania ed è straniante l’incontro tra Michele e l’americana arruffona che dovrebbe dare un figlio a lui e al suo compagno: quante cose assurde accettiamo perché così è la legge o semplicemente perché vanno incontro ai nostri desideri.

 

Letizia Muratori è nata a Roma, dove vive e lavora. Nel 1995 si è laureata in Storia del teatro. Nel giugno del 2004 esordisce con il racconto Saro e Sara. Nel 2005 pubblica il suo primo romanzo, Tu non c’entri. Collabora con vari giornali e riviste. Ha pubblicato: La vita in comune (2007), La casa madre (2008), Il giorno dell’indipendenza (2009), Sole senza nessuno (2010), Come se niente fosse (2012) e Animali domestici (2016).

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