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Liliana Cavani, il film I cannibali e il `68

Uscito nel 1969, I cannibali di Liliana Cavani, liberamente ispirato all'Antigone di Sofocle, venne presentato al ventitreesimo Festival di Cannes. Il film racconta di una città piena di cadaveri e di Antigone che vorrebbe seppellire il proprio fratello malgrado il parere contrario della famiglia plagiata dai messaggi di regime che arrivano dalla televisione. Intervenendo al convegno Lettere dal ’68, che si è tenuto alla Sapienza di Roma, Cavani ha parlato di questo film e del rapporto che c’è tra la sua tematica e le istanze del Sessantotto.

 

Liliana Cavani nasce a Carpi nel 1933. Dopo aver curato una serie di trasmissioni, a carattere soprattutto storico, gira Francesco d'Assisi (1966) e Galileo (1968). Seguono I cannibali (1969), L'ospite (1970) e Milarepa (1973). Il successo di pubblico arriva con Il portiere di notte (1974). Dirige poi: Al di là del bene e del male (1977), sulla vita di Nietzsche; La pelle (1981, dall'omonimo romanzo di Curzio Malaparte); Oltre la porta (1982); Interno berlinese (1985); Francesco (1989); Dove siete? Io sono qui (1993); Ripley's game (2002). Tra i suoi film televisivi: De Gasperi, l'uomo della speranza (2005), Einstein (2008) e Troppo amore (2012). Cura la regia di alcune opere liriche: La traviata (1992); Cavalleria rusticana (1996); Manon Lescaut (1998). Nel 2012 è insignita del David di Donatello alla carriera; nello stesso anno presenta alla Mostra del cinema di Venezia il documentario Clarisse. Nel 2016 debutta nella regia teatrale con la commedia Filumena Marturano, in scena al Festival dei due mondi di Spoleto. Nel 2018 riceve il Premio Bresson nell’ambito della 75a edizione della Mostra del cinema di Venezia.

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