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LO SVILUPPO INDUSTRIALE NELL`ITALIA DELL`OTTOCENTO

L`unità analizza il lento processo di industrializzazione avvenuto in Italia durante il secolo scorso e partito con grande ritardo rispetto agli altri paesi europei. L`economia italiana era basata essenzialmente sull`agricoltura, la produzione serviva a stento al sostentamento dei nuclei famigliari. Un intervento di Valerio Castronuovo dell`Università di Bologna spiega come lo sviluppo industriale sia cominciato al Nord, con l`introduzione di nuove attrezzature agricole e con l`importazione dall`estero di impianti tecnici e capitali per la costruzione di ferrovie e servizi. Dopo l`unità d`Italia, con la costituzione di un mercato nazionale, avviene il vero e proprio decollo dell`industria, anche se i limiti sono molti: in primo luogo la scarsità di materie prime e di capitali, ma anche tendenze conservatrici della classe politica che vedono nell`industrializzazione un motivo di possibili dissesti sociali. L`intervento dello Stato, tuttavia, fu determinante per le sovvenzioni all`industria pesante. L`industria tessile, specialmente della seta e del cotone, ebbe uno sviluppo notevole già nella seconda metà dell`800, cambiando la fisionomia di intere zone da agricole in industriali. In particolare, donne e bambini vennero impiegati nelle filande, con turni di lavoro massacranti, sottopagati e sfruttati. Immagini e fotografie d`epoca illustrano questo passaggio, che vide un aggravamento delle condizioni di vita dei lavoratori.

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