Seguici    
Accedi
 

MATILDE SERAO: SCRIVERE È IL MIO DESTINO - PARTE PRIMA

Sulla scorta di sequenze tratte da fiction televisive, di fotografie e filmati di repertorio della Napoli di fine Ottocento e di interviste con due giornalisti, Eleonora Puntillo ed Ermanno Corsi, l’unità didattica ricostruisce la vita e l’esperienza letteraria e giornalistica di Matilde Serao. A venticinque anni, nel 1881, Serao partiva per Roma, con uno scopo dichiarato: “E’ il mio mestiere, il mio destino, scrivere fino alla morte”. Serao, nata a Patrasso da padre napoletano anch’ egli giornalista, e madre greca, e vissuta fin dalla primissima infanzia a Napoli, lavorava da quando aveva 18 anni: impiegata alle Poste divenne presto giornalista al Corriere del Mattino. Aveva già pubblicato un primo romanzo, “Cuore infermo”. A Roma, entrata nella redazione del Capitan Fracassa , incontrerà Edoardo Scarfoglio, l’uomo che sposerà e con il quale darà alla luce quattro figli ed un paio di giornali: li accomunava infatti l’amore per il giornalismo, in quegli anni in cui la stampa italiana faceva le sue prime prove di autonomia. Determinata in modo “a volte agghiacciante”, spiegano gli intervistati, Matilde Serao inventò uno stile sui generis, tra cronaca di costume e denuncia sociale, la cui espressione meglio riuscita fu “Il ventre di Napoli”, racconto-denuncia della Napoli devastata dal colera del 1884.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo