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Matteo Motolese: Scritti a mano

Presentazione del libro di Matteo Motolese, Scritti a mano, Garzanti 2017. Con Matteo Motolese, Mario Andreose e Filippo Spanu, presso Castelsardo, Archivio Storico, Biblioteca Comunale.

Matteo Motolese (Roma, 1972) insegna Linguistica italiana all’Università «La Sapienza» di Roma. Dirige, insieme con Emilio Russo, il più importante censimento dei manoscritti autografi degli scrittori italiani. Collabora con il supplemento domenicale del «Sole 24 Ore».

Mario Andreose (Venezia, 1934) è un giornalista, traduttore ed editore italiano. Giunto a Milano alla fine degli anni cinquanta, inizialmente con l’intento di intraprendere la carriera giornalistica, Mario Andreose entra nel mondo dell’editoria nel 1958,rispondendo ad un’inserzione del Saggiatore, casa editrice fondata da Alberto Mondadori nello stesso anno. Viene assunto come correttore di bozze e, oltre a tale mansione, cura alcune traduzioni dall’inglese e dal francese: la più importante è la prima edizione italiana del Secondo sesso di Simone de Beauvoir. In quel periodo di formazione lavora insieme al direttore letterario della casa editrice, Giacomo Debenedetti. Andreose viene inserito in una squadra i cui componenti sono tutte personalità di alto livello: Enzo Paci (braccio destro di Debenedetti, suo coadiutore soprattutto per filosofia, sociologia, psicologia, scienza), Remo Cantoni (antropologia), Ernesto De Martino (etnologia), Giulio Carlo Argan (arte), Dino Formaggio (estetica), Fedele D’Amico (musica), Ranuccio Bianchi Bandinelli (archeologia). Nel 1969 Andreose si trasferisce a Verona, chiamato da Mario Formenton, dove per la casa madre Arnoldo Mondadori Editore si occupa di libri per ragazzi, libri d’arte e di divulgazione scientifica, oltre a seguire il settore delle coedizioni internazionali e delle grandi opere illustrate. All’inizio degli anni ottanta passa al gruppo Fabbri come direttore dell’area libri e nel 1982 assume presso la Bompiani l’incarico di direttore editoriale, subentrando a Raffaele Crovi. Lavorare in Bompiani significa, in quegli anni, conoscere autori del calibro di Alberto Moravia fino alla sua scomparsa (“lo aveva trovato morto nel suo bagno la mattina presto” rivela Elkann), Umberto Eco, Ottiero Ottieri, John Irving, e successivamente Leonardo Sciascia, Milan Kundera (per un breve periodo prima del suo passaggio all’Adelphi), Tondelli, Bufalino, McInerney, Bret Easton Ellis. In Bompiani Mario Andreose avvia la collana dei «Classici» e inizia a seguire la produzione saggistica e letteraria di Umberto Eco. Dal 1982 è stabilmente il suo curatore editoriale. Nello stesso anno Andreose cura l’edizione tascabile del fortunato romanzo di Eco, Il nome della rosa. Collaboratore dal 2004 per le pagine culturali del Sole 24 Ore (più di 30 articoli presenti in archivio), attualmente è direttore letterario di RCS Libri e membro del gruppo di Consiglieri della Fondazione Corriere della Sera.

Filippo Spanu, nato a Sassari il 25 Agosto 1993, ha studiato presso il Liceo Classico D.A. Azuni. Vive a Roma dove ha conseguito la laurea in Lettere Moderne presso la Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) con una tesi intitolata “Localismi linguistici nei social media”. Collabora con Stas’ Gawronski nell’organizzazione di laboratori di scrittura creativa.

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