Seguici    
Accedi
 

Meno burocrazia e più diritti. Blockchain per il riconoscimento dei titoli di studio dei rifugiati

 

Un archivio aperto a tutti, sicuro perché criptato, modificabile solo con il consenso di tutti i partecipanti e trasparente (tutti possono accedere alle informazioni). Si chiama Blockchain e permette la creazione di un grande database strutturato in blocchi collegati tra loro in rete.

E’ a questa tecnologia, che promette un percorso di semplificazione in tutti i settori della Pubblica Amministrazione, che ha fatto riferimento il vice ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sede del Miur.

“Con l’utilizzo della tecnologia blockchain – ha detto il professor Fioramonti - l’amministrazione, in particolare il Miur, entra ufficialmente nel 21esimo secolo, rendendo la vita dei cittadini, in questo caso dei rifugiati e degli studenti, molto più semplice”.

Il progetto si rivolge a tutti gli studenti e in particolare ai rifugiati che potranno ottenere il riconoscimento di titoli e qualifiche acquisiti nel proprio paese d’origine, per riprendere, in Italia e in tutti i paesi che utilizzano questa tecnologia, il percorso di studi interrotto, facendo valere la loro formazione e le loro competenze. Lo ha testimoniato l’intervento di Bakary Culibaly, un cittadino proveniente dal Mali, che ha già approfittato di questa importante novità.

Il vice ministro ha anche spiegato che il nostro “è uno dei Paesi leader nella sperimentazione dello European Qualifications Passport for Refugees” e che “era necessario che l’Italia si allineasse con questa metodologia se è vero che lo sviluppo futuro sarà legato soprattutto alle competenze delle persone che vivranno nel nostro Paese, da ovunque esse provengano”. “Da un’economia basata sul valore delle merci – ha concluso Fioramonti - passeremo, finalmente, ad un’economia basata sul valore delle persone”.

Da qui l’importanza di sviluppare e implementare la tecnologia blockchain per il riconoscimento dei titoli di tutti gli studenti. In questa direzione il CIMEA (Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche) ha elaborato l’applicazione “diplome” e lanciato l’hashtag #blockchain4people.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo