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MICHAIL GORBACIOV: LA COLLETTIVIZZAZIONE FORZATA. L`ETÀ DI STALIN

Michail Gorbaciov, presidente dell’Unione Sovietica dal 1990 al 1991 e segretario generale del PCUS dal 1985, è passato alla storia per aver avviato quel processo di trasformazione politica ed economica del sistema sovietico che ebbe come parole d’ordine “perestroika” e “glasnost” (letteralmente “ristrutturazione” e “trasparenza”) e che avrebbe dovuto assicurare al paese una graduale transizione al capitalismo e alla democrazia.
Nell’intervista condotta da Arrigo Levi, di cui l`unità propone una parte, egli risponde a domande inerenti ai principali avvenimenti della Russia contemporanea: dalla rivoluzione di ottobre alla dittatura di Stalin, dalla guerra fredda alla caduta del comunismo.
Gorbaciov ricostruisce le fasi della collettivizzazione forzata (1930-1933), con la quale Stalin impose ai contadini di abbandonare la terra per lavorare nelle industrie metallurgiche e meccaniche. Il leader sovietico nega qualsiasi necessità storica capace di giustificare la politica di Stalin e sostiene che si sarebbe potuta rendere la Russia un moderno paese industriale senza ricorrere a metodi coercitivi.

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