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MICHAIL GORBACIOV: LA SECONDA GUERRA MONDIALE E LA POLITICA STALINISTA

Michail Gorbaciov, presidente dell’Unione Sovietica dal 1990 al 1991 e segretario generale del PCUS dal 1985, è passato alla storia per aver avviato quel processo di trasformazione politica ed economica del sistema sovietico che ebbe come parole d’ordine “perestroika” e “glasnost” (letteralmente “ristrutturazione” e “trasparenza”) e che avrebbe dovuto assicurare al paese una graduale transizione al capitalismo e alla democrazia.
Nell’intervista condotta da Arrigo Levi, di cui l’unità propone una parte, egli risponde a domande inerenti ai principali avvenimenti della Russia contemporanea: dalla rivoluzione di ottobre alla dittatura di Stalin, dalla guerra fredda alla caduta del comunismo.
La vittoria della Russia della Seconda Guerra Mondiale può essere spiegata secondo Gorbaciov con la determinazione del popolo russo e col coraggio dei suoi capi militari. La direzione politica e strategica della guerra operata da Stalin fu invece sbagliata. Con una resa anticipata poteva essere evitata, ad esempio, la perdita di tante vite umane a Leningrado, anche se quell’episodio di resistenza rafforzò l’orgoglio nazionale e la convinzione popolare di poter vincere la guerra.

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