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MICHAIL GORBACIOV: L`ECONOMIA SOVIETICA. LA RUSSIA NEGLI ANNI VENTI

Nel filmato, tratto dal programma Gli archivi del Cremlino, del 1997, Michail Gorbaciov, ultimo Segretario generale del Partito Comunista sovietico, e promotore, dal 1985, di una serie di riforme economiche e politiche, note come perestroika (ristrutturazione) e glasnost (trasparenza), risponde alle domande del giornalista Arrigo Levi, su alcuni dei principali avvenimenti della Russia contemporanea, dalla Rivoluzione d’Ottobre alla caduta del regime totalitario. Gorbaciov esprime le sue opinioni sulla Nuova politica economica (NEP), introdotta da Lenin, con l’effettiva intenzione di rafforzare l’economia sovietica. Il padre della rivoluzione, nei suoi ultimi scritti del 1921-22, riconosceva con chiarezza i principali errori commessi, tra i quali il principale era la mancanza di democrazia e sosteneva la necessità di riesaminare l’intera concezione del socialismo. Alcuni lo imputarono di tradimento, di voler ritornare al capitalismo, proprio a causa della NEP ed egli fu sul punto di suicidarsi per quelle accuse. Gorbaciov sostiene, infine, che il pensiero di Bucharin, favorevole al riconoscimento del diritto alla proprietà e all’iniziativa privata, non ebbe molta influenza sulla vita sovietica, ma che egli stesso ne tenne conto nella sua politica di riforma economica.

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