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Mikael Niemi, Cucinare un orso

Jussi è un ragazzino lappone cresciuto in un ambiente degradato. A salvargli la vita e ad aprirgli gli occhi sul mondo è il pastore Læstadius, un energico e colto uomo di fede che lotta contro l’alcolismo e l’ignoranza dilaganti, attirandosi l’ostilità dei potenti. Siamo nel 1852 nella Svezia del Nord: Cucinare un orso di Mikael Niemi (pubblicato da Iperborea nella traduzione di Alessandra Albertari e Alessandra Scali) racconta il rapporto tra questi due personaggi, ritrae un’epoca buia e ha i tratti del giallo (due ragazze subiscono un’aggressione sessuale, una muore e l’altra s’impicca, poi a venir ucciso è un pittore, e il pastore è l’unico a voler scoprire la verità su questi omicidi attribuiti di volta in volta a orsi, a cause naturali, a capri espiatori). Niemi costruisce un romanzo lieve su temi di peso e pur aderendo alla realtà storica crea un’atmosfera fiabesca: lo si legge con vero piacere.

 

Mikael Niemi è nato nel 1959 a Pajala, cittadina svedese al confine con la Finlandia. Ha raggiunto il successo con Musica rock da Vittula. Il romanzo, vincitore del Premio August nel 2000, ha superato le 700.000 copie ed è diventato uno dei romanzi più amati e letti in Svezia negli ultimi anni. Iperborea ha pubblicato anche Il manifesto dei cosmonisti, L'uomo che morì come un salmone e La piena.

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