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Nadia Busato, Non sarò mai la brava moglie di nessuno

Il primo maggio 1947 un corpo precipita dall’ottantaseiesimo piano dell’Empire State Building e Robert Wils, un giovane fotografo che si trova a passare di lì, scatta una foto. Evelyn McHale, schiantatasi a ventitré anni sul tetto della macchina di un diplomatico, finisce sulla copertina della rivista Life: il suo cadavere straordinariamente composto diventa un’icona di bellezza morente. In Non sarò mai la brava moglie di nessuno (frase tratta dal biglietto di addio di Evelyn), Nadia Busato ripercorre le tracce di questa giovane tormentata. Nel primo capitolo Busato ci presenta Helen, sua madre (che poi abbandonerà i suoi sette figli) alle prese con dei burritos e un’insopportabile ansia; seguono le testimonianze dell’amica che ha condiviso con Evelyn il servizio militare (e che ha assistito al suo gesto di dar fuoco alla divisa per farsi cacciare dall’esercito), del poliziotto che ha accompagnato la sorella a riconoscere il cadavere, del fidanzato che contava di sposarla a breve (e che l’aveva vista bruciare il vestito da damigella dopo il matrimonio del fratello: quanti roghi in questa breve vita), delle editor che decidono di pubblicare la foto. A questo variegato puzzle si aggiungono i ritratti del primo suicida dall’Empire State Building e della donna che pur gettandosi da lì si salva per varie coincidenze. Tante domande e nessuna risposta: “noi non conosciamo né conosceremo mai la vita di questa donna. La ricostruzione che possiamo farne sarà inevitabilmente troppo luminosa e perfetta, avrà punti fermi e certezze. Ma l’unica che potrebbe guidarci nell’ombra è morta. E la sua morte, fotografata, è in effetti l’unico fatto che ci parla di lei”. 

Nadia Busato è nata a Brescia nel 1979. Si è laureata in lettere moderne e ha un master europeo in management dell’alta formazione. Collabora con Grazia e il Corriere della Sera. Scrive per il teatro, la radio, il cinema e la televisione. Ha esordito con il romanzo Se non ti piace dillo. Il sesso ai tempi dell’Happy Hour (Mondodori 2008).

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