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Nautilus - Il bello della scienza

Nella quarta puntata, dedicata al concetto di bello nella scienza e al rapporto tra questi due mondi, solo apparentemente distanti, Costanza Miliani, chimica con la passione per l’arte, ci parlerà di MoLab, un laboratorio mobile, unico in Italia e in Europa, che analizza in situ opere d’arte in maniera non invasiva. “Da turista, nei musei, mi capita di volermi avvicinare troppo alle opere d’arte, per deformazione professionale, tanto che a volte suona l’allarme”. Costanza Milani riferisce l’esempio delle alterazioni che subisce il colore giallo usato nel celebre dipinto “I Girasoli” di Van Gogh: “all’epoca, il colore giallo era fatto con il cromato di piombo, che, con il tempo, tende a diventare nero. Installiamo il MoLab negli ambienti del Museo e analizziamo l’opera, poi l’indagine prosegue nel laboratorio vero e proprio. Non sempre si può tornare al materiale originale, e spesso ciò non è neanche considerato etico, ma si analizzano l’effetto e la causa dell'alterazione, e si cerca di rallentarla”. Ancora, sul rapporto tra bellezza e scienza, sentiremo il parere del Prof. Massimiano Bucchi, in collegamento da Trento: “la scienza si occupa di bellezza da sempre, la prima formazione di Galilei era il disegno. La comunicazione della scienza ha una sfida che è quella della qualità. Bellezza e stile sono dimensioni della qualità. Quando si scompone non si banalizza l’opera, i contenuti scientifici invecchiano rapidamente, lo stile e la qualità li rendono immortali. La comunicazione della scienza deve essere rispettosa dell’interlocutore, e per questo bisogna definire un adatto stile per la comunicazione. Bisogna avere onestà nei confronti di ciò che si vuole comunicare, verso gli obiettivi. La sfida della qualità, oggi, è ancora più pertinente perché siamo nell’era della comunicazione a tutto tondo”.

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