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Paolo Rossi: memoria e identità

Il filosofo Paolo Rossi  (Urbino, 1923 – Firenze, 2012) conferisce al tema della memoria un respiro che va al di là dell’ambito prettamente filosofico, ricordando che esso è profondamente radicato nel desiderio di immortalità proprio di ogni essere umano. La stessa identità personale è fondata sulla memoria, sulla possibilità di ricordare il proprio vissuto.
Rossi esemplifica questo nesso citando Blade Runner, il film-culto di Ridley Scott, in cui si racconta una storia di replicanti che vivono insieme agli esseri umani, ignari di essere degli automi. Uno di loro, nel momento in cui comincia a dubitare della propria natura umana, si trova a vivere drammaticamente uno stato di angoscia e di perdita d`identità, perché non è capace di provare nostalgia per un passato di cui pure vede le tracce.
La memoria, d`altro canto, è e deve essere selettiva. Ricordare tutto significherebbe creare una situazione spaventosa, patologica, come quella descritta da Borges nel racconto Funes el memorioso, l`uomo che non può dimenticare nulla. Dove non c`è dimenticanza, non c`è neanche memoria.

 

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