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Patrice Nganang, La stagione delle prugne

La seconda guerra mondiale vista dal Camerun: Patrice Nganang nella Stagione delle prugne, pubblicato da 66tha2nd nella traduzione di Marco Lapenna, racconta la storia dei fucilieri africani mandati contro gli italiani in Libia perché il generale De Gaulle potesse vantare dei crediti agli occhi di Churchill. Nganang fa partire la sua storia da Pouka, uno scrivano interprete che torna dopo tre anni di assenza nel suo villaggio natale di Edéa. Ritrova i suoi amici d’infanzia: Hegba, un cugino pugile-tagliaboschi; Um Nyobè, anche lui scrivano; Fritz che ha una compagna e tre figli. Pouka vuole creare un cenacolo poetico sull’esempio dei poeti maledetti e saranno proprio i suoi giovani adepti a diventare carne da massacro agli ordini del generale francese Leclerc. Storia di uomini che combattono ma anche di donne che si attrezzano per resistere; dolore, denuncia e umorismo si fondono in questo secondo volume di una trilogia dedicata alla storia recente del travagliato paese africano di cui Nganag è originario.

 

 

Patrice Nganang è nato a Yaoundé nel 1970. Cresciuto tra Camerun e Germania, oggi vive a New York, dove insegna alla Stony Brook University. Con il suo secondo romanzo, Temps de chien, nel 2001 si è aggiudicato il Prix Marguerite Yourcenar e nel 2002 il Grand prix littéraire d’Afrique noire. Nel dicembre del 2017 è stato imprigionato e tenuto per tre settimane in carcere a Douala per aver criticato in un articolo l’operato del presidente del Cameroun, Paul Biya.

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