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PAULO FREIRE: LE VIRTÙ DELL‘INSEGNANTE

Ideatore e promotore del programma di alfabetizzazione della classe lavoratrice brasiliana e cilena che abitava nelle “favelas”, Paulo Freire (Recife 1921 – San Paolo 1997) è considerato tra i più innovativi educatori del ventesimo secolo. Il suo metodo si fondava sul dialogo e sull’impegno sociale. Quest’ultimo si concretizzava nell’aiutare gli oppressi a sviluppare la percezione della realtà in cui vivevano e a prendere coscienza della propria dignità individuale, al fine di acquisire gli strumenti necessari a realizzare un’indipendenza che non fosse solo economica, ma coinvolgesse tutti gli aspetti della loro esistenza.
Nell’intervista proposta nell’unità audiovisiva, Freire parla della tendenza della scuola ad essere elitaria. Accade infatti che il sistema scolastico operi una distinzione tra bambini che hanno facilità nella comprensione grafica del linguaggio, perché hanno dimestichezza con l’esperienza intellettiva, e bambini che sono cresciuti in un contesto sociale più povero, che li ha formati nell’esperienza pratica. Inoltre Freire si sofferma su quelle che dovrebbero essere le qualità di un buon educatore: amare l’insegnamento e avere l’umiltà di porsi sullo stesso piano dell’educando, nella consapevolezza che il desiderio di conoscenza di chi impara è un desiderio universale, che arricchisce anche chi è preposto a soddisfarlo.

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