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Pierluigi Cappello: questa libertà

"Ci sono parole senza corpo e parole con il corpo. Libertà è una parola senza corpo. Come anima. Come amore. Parenti dell'aria e quanto l'aria senza confini definiti. Hanno bisogno di qualcuno che presti loro la sua carne, il suo sangue e i suoi limiti perché diventino concrete. In questo libro è raccontata la storia di come una libertà, la mia, sia germinata dai luoghi vissuti da bambino e poi abbia preso il volo dal mio incontro con la lettura”. Fin dalle primissime frasi che aprono Questa libertà di Pierluigi Cappello è contenuta una dichiarazione di poetica che non lascia fraintendimenti: la storia che stiamo per leggere è concreta, personale, fatta di carne e sangue. Ogni racconto di Questa libertà è sia un testo a sé che parte del percorso di formazione che ha portato il giovane e bambino Pierluigi a crescere e a diventare il poeta che è oggi. Dal terremoto del ‘76 alla prima lavatrice del paese, dall’albero sui cui rami perdersi a leggere fino all’incidente a sedici anni che lo costringe sulla sedia a rotelle, il mondo di Pierluigi Cappello si dipana e la sua prosa si rivela come desiderio irriducibile – ma anche doloroso – di trovare la propria posizione nel mondo.

Pierluigi Cappello, uno dei più importanti poeti contemporanei, nasce a Gemona del Friuli l’8 agosto 1967. Nel 1999 fonda e dirige con un gruppo di poeti friulani, La Barca di Babele, collana di poesia del Circolo Culturale di Meduno, che raccoglie testi inediti di autori significativi dell’area friulana, triestina e veneta.

Ha pubblicato Le nebbie (1994), La misura dell’erba (1998), Amôrs (1999), Dentro Gerico (2002). Nel 2004 con Dittico, opera in versi in friulano e in italiano, vince il premio Montale Europa di poesia. Nel 2006 la maggior parte dei suoi versi viene raccolta in Assetto di volo, che vince i premi Pisa (2006) e Bagutta Opera Prima (2007). Nel 2008 pubblica Il dio del mare, la sua prima raccolta di prose liriche e interventi, già comparsi su riviste e libri. Nel maggio 2010 esce Mandate a dire all'imperatore, la sua raccolta più nota, con la quale vince il premio Viareggio-Rèpaci.

Il 6 novembre 2012, al palazzo del Quirinale, riceve dalle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il premio Vittorio De Sica 2012 per la poesia.

Il 27 settembre 2013 l'Università di Udine gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze della formazione. Il 5 dicembre 2013 la città di Udine gli conferisce la cittadinanza onoraria. Il 13 dicembre 2013 riceve la cittadinanza onoraria del comune di Tarcento, dove ha creato e diretto per anni la rassegna intitolata "Lo sguardo della poesia, restare umani. Percorsi di poesia contemporanea".

Il 20 settembre 2014, a Pordenone, ha presentato un suo nuovo libro, scritto per i bambini, Ogni goccia balla il tango (Rizzoli).

IL 24 novembre 2016 a Udine è stato presentato da Gian Mario Villalta un nuovo libro di poesie, Stato di quiete, con prefazione di Jovanotti seguita da una sua nota introduttiva, BUR contemporanea.

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