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Christoph Jermann, allora docente alla New School for Social Research di New York, analizza l’idea del bene in Platone (Atene, 427-347 a.C.). Nel VII libro della Repubblica, che contiene il celebre mito della caverna, il filosofo ateniese stabilisce un’analogia tra il sole e l’idea del bene: come il sole sta a fondamento della visione degli enti sensibili, così il bene sta a fondamento della visione intellettuale della realtà, a cui conferisce la determinatezza dell’essenza e l’intelligibilità.
Il bene, inteso come principio ordinatore delle idee, esprime in Platone anche la necessità di una fondazione filosofica delle questioni politiche.
L’attualità del pensiero platonico, secondo Jermann, è ravvisabile proprio in tale affermazione del bisogno di una legittimazione teoretica delle istanze politiche; una fondazione che trascenda le singole ragioni storiche, etniche e sociali e garantisca l’inviolabilità di principi fondamentali come l’idea dei diritti umani.